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E' un mondo difficile ( capitolo 16 )


di chiara94
24.11.2025    |    557    |    94 7.4
"Poi lo ha avvolto con la bocca e, sempre tenendomi la mano; ha iniziato a succhiarmi il dito..."
Sicuramente sto facendo la figura dell’idiota.Le due mi stanno prendendo in giro. Ma non so proprio come muovermi. E’ già difficile quando sono da solo con Lavinia, ma ora c’e’ addirittura la madre. Forse e’ proprio questa la vendetta di Lavinia. Coinvolgere una terza persona nel rapporto. E’ vero che e’ la mamma di Lavinia, ma per me rimane molto imbarazzante.Troppo. L’unica via di uscita e’ difendere la mia posizione:” Marta; lo so benissimo, di non poter competere con Bruno.Lui e’ il migliore e si merita Lavinia.”
Lavinia si tira su dal letto:”Roberto;quindi oggi mi accompagnerai praticamente al altare, dando la mia mano a Bruno?”
Scrollo le spalle, in segno di resa:” Tanto, con uno strattone, ti porterebbe da lui. Io non ho né la forza fisica per ribellarmi, né la mentalità per tenergli testa.”
Sentendo queste parole; Lavinia fa capire a sua mamma, di lasciarci soli. E subito lei esce dalla stanza. Sono contento che sia andata via, voglio stare ancora da solo con Lavinia.
Lavinia si rigetta sul letto, e mi tira giù con lei.Lei si dispone su un fianco, ed io faccio la stessa cosa.I nostri volti sono abbastanza vicini,sento il suo respiro. Se fossi bello, penserei che e’ la mia fidanzata. Ma io sono brutto e sfigato.
Lavinia torna ad accarezzarmi il viso:” Roberto; oggi ti voglio brillante ai giardini. Non voglio che fai il morto da chiudere in una bara.”
Ma come può chiedermi una cosa simile?Si rende conto, in quale situazione mi troverò? Mi affretto a rispondere:" Lavinia; li avrò tutti conto. Forse anche tu sarai contro di me.”
Lavinia porta una mano sul mio naso, e me lo tira:”Già.Non posso andare contro la compagnia. Lo capisci vero; Roberto?”
Chiudo gli occhi, in segno di totale resa; aprendoli nuovamente, quasi subito. Voglio continuare ad ammirare Lavinia. E’ bellissima. Non mi capiterà mai più, di trovarmi a cosi’ stretto contatto con lei. Perché dopo oggi, io finirò al inferno, se non addirittura in ospedale. Ma, alla fine, cosa me ne frega?Ho vissuto pochi attimi, ma intensi, con una ragazza.Nonostante Marta mi abbia ridicolizzato,sono felice. Ho vissuto un’esperienza sessuale, cosa sconosciuta prima d’ora. L’unica cosa, che mi viene in mente di dire, e’:” Lavinia; posso appoggiare di nuovo la testa, tra i tuoi seni?”
Lavinia non vuole sentirne parlare:” No, Roberto. Non se ne parla neanche.”
Dopo tale sentenza inappellabile, nuovamente mi cade il mondo addosso.Pero’ nessuno potrà mai accusarmi, di non averci provato. Il tentativo l’ho fatto, e mi ha detto di no. Molto semplice. Adesso ho paura a pronunciare qualsiasi frase. Il no di Lavinia ha causato un corto circuito dentro di me.
Accorgendosi di questo mio malessere, lei si spazientisce:” La smetti di fare la vittima; Roberto? Ti ho dato delle regole, e devi rispettarle. Se no, poi vedi, che divento stronza.”
Uno come Bruno saprebbe come muoversi, io no..Sono un totale fallito, una nullità. Non mi merito neppure una compagna di banco come Lavinia. Anzi, dovrei essere da solo nel banco. Uno sfigato come me, non si merita neppure un compagno. Del resto, alla fine, giratela come volete; ma sono stato scartato. Sono stato l’unico, a non essere coinvolto nella scelta dei banchi. I miei compagni non e’ che hanno fatto le cose di nascosto. Le hanno proprio fatte, davanti al mio naso. Ed uno di questi, mi ha addirittura chiesto:” E tu Roberto; con chi ti siedi?” Ma che domanda del cazzo e’. Con nessuno ovviamente. Se non ci fosse stata Lavinia, sarei rimasto da solo. Come gli anni precedenti. I miei amici escono con me, perché faccio loro pena. Anzi, non escono con me. Mi permettono di uscire con loro. Che e’ tutta un’altra cosa.
Resasi conto del mio silenzio, Lavinia lancia una proposta:” Facciamo cosi’; Roberto. Scrivi in gruppo, davanti a me.”
Io la guardo, incerto. Ma lei e’ inflessibile, mettendo una mano nella mia tasca, alla ricerca del mio cellulare. Ma, in quella tasca, non c’e’ il cellulare. Sembrava che ci fosse, ma il rigonfiamento deriva dal mio cazzo duro. Mi rendo subito conto del pasticcio, e le blocco la mano:” Lavinia; il cellulare e’ nel altra tasca, non li’.” Faccio un po’ di pressione, per toglierle la mano.
Lavinia la toglie, dicendomene quattro:” Roberto; ho sbagliato tasca; ma non e’ il caso di farmi male. Non volevo rubarti delle monetine.”
Imbarazzatissimo, mi affretto a chiederle scusa:” Lavinia; il problema e’ che”, bloccandomi ancora. Non mi escono più le parole di bocca. Non so proprio come spiegare la cosa. Farei la figura del pervertito. Devo fare un profondo respiro. Anzi due, e’ meglio.Intanto prendo il cellulare dal altra tasca, sperando di cambiare argomento.
Ma lei non vuole saperne:” Roberto; prima non sei stato tu a dirmi, che una ragazza dovrebbe ”
Volendo evitare casini, la fermo subito:” No, Lavinia. Hai capito male. L’ho detto tanto per dire. Quelle cose, sono cose che riguardano te e Bruno. Il suo pisello si godrà della tua mano, della tua bocca, della tua figa e del tuo culo. Parlavo di voi due. Non di me.”
Un forte schiaffo mi colpisce:” Scusami, Roberto; ma non ci ho più visto. Non e’ bello, che tu mi parli cosi’. Non sono una puttana. Ed anche le puttane meritano rispetto. Diventare la fidanzata di Bruno, non vuol dire diventare una pervertita.”
Le ragazze ci cascano tutte, non si rendono conto delle abilità di Bruno. Lui le circuisce, le fa stare bene; e loro abboccano. Credono di aver trovato l’amore della loro vita, di essersi sistemate; ma la verità è un'altra. Per lui sono solamente passatempi. Dopo essersele scopate qualche volta, passa alla prossima. Devo assolutamente mettere in guardia Lavinia :” Tu non conosci Bruno. Non sai come e’ fatto. Lui, quelle cose, le pretenderà. Non la prima, non la seconda volta, ma la terza volta si’.A Bruno, nessuna ragazza dice di no.”
La faccia di Lavinia appare spaventata:” E quindi sarò obbligata a farle?”
Con la morte nel cuore, le rispondo:” Purtroppo si’.”
Di nuovo vuole coinvolgere un’altra persona:” Mamma, vieni."
Sa proprio come mettermi in difficoltà:” Ma perché?”
Due suoi baci accarezzano le mie guance:” Perché sì”
La mamma di Lavinia arriva quasi subito:” Cosa hai ancora combinato; Roberto?”
La figlia la mette al corrente:” Roberto ha detto che dovrò fare certe schifezze con Bruno.”
Gli occhi di Marta si posano su di me:” E quali?”
Con la testa, le faccio segno, che non le dirò nulla. Il mio gesto non passa inosservato a Lavinia, che si avvicina ulteriormente a me. A parte la presenza di Marta, io mi sento a mio agio, e dunque non presto troppa attenzione. E così Lavinia riesce a darmi un morso sul collo, prendendomi alla sprovvista.Io mi sposto subito, girandomi a guardarla.
Le due rimangono sorprese. “Roberto; ma hai paura di Lavinia?” mi chiede sua mamma.
Mi affretto a negare:”Certo che no.”
Lavinia continua a spostarsi,portando il suo volto davanti al mio:” Roberto; volevo farti capire, di rispondere a mia mamma.”
Questa volta sono pronto a rispondere:” E se rimane il segno; come ci giustifichiamo oggi?”

Torniamo a Giuseppe.
Il ragazzo si presenta:” Ciao, io sono Davide.Siamo tutti dei ragazzi normalissimi, come te. Se hai visto i ragazzi al entrata, non farci caso. Sono anche loro dei bravi ragazzi, solamente che apprezzano le gioie del fumo e dell’alcol. In un certo senso, dovrei dire purtroppo. Perché spesso esagerano, come hanno fatto oggi.”
Non voglio fare il moralista:” Certo, ma il punto non e’ quello. Il problema e’ che Greta e’ preoccupata per la sorella.”
Davide guarda le due ragazze:”E’ uno scherzo, vero? Siamo su una trasmissione televisiva?”
Greta fa cenno di no, con il capo.
Il ragazzo torna subito a guardarmi:” Vorrei capirci qualcosa, perché ammetto di non starci capendo niente. Cosa ti hanno raccontato?”
Io mi giro a guardare Greta, che non mi degna più di uno sguardo.Il suo volto sfugge sempre dal mio.
Davide si accorge di questa mia difficoltà:” Non devi assolutamente preoccuparti.Non ti mangiamo mica.”
Totalmente spaesato, non so proprio cosa dire.E’ una situazione assurda,irreale.
“ Vuoi qualcosa da bere? Vuoi uno snack? Vuoi sederti? Siamo più in imbarazzo noi, che te.”
Di fronte a tanta gentilezza, mi limito a dire:” No, grazie. Sono a posto cosi’.”
Il suo sguardo si sposta verso le due ragazze:” Sara; vuoi spiegarci?”
Lei guarda la sorella, e nessuna delle due apre bocca.Non penso che Davide stia fingendo; penso che anche loro siano al oscuro di tutto.
Proprio per questo motivo, Davide mi propone:” Posso chiederti un favore? Vai un attimo nel altra stanza, con qualche mio amico; così io parlo con loro due. Altrimenti non ne usciamo più da questa situazione.”
Accetto, in quanto mi sembra una soluzione ragionevole. Non è più il tempo delle mezze verità. E così vado nel altro locale, accompagnato da due ragazzi. Devo ammettere che sono molto gentili; riuscendo a distrarmi. Mi raccontano del loro centro sociale, di cosa fanno, dei loro ideali. Non mi chiedono niente riguardo le ragazze. Probabilmente quel Davide e’ il loro capo.
Dopo una decina di minuti, Davide ci raggiunge nella stanza:” Eccomi; Giuseppe. Scusami, se ti ho fatto aspettare.”
Non vedo l’ora di sapere:”L’ importante che tu mi spieghi qualcosa.”
Lui prende una birra da un piccolo frigo, la apre, e la beve quasi tutta d’un fiato:” Scusami; non e’ bello bere cosi’ velocemente, ma ne ho bisogno. Solamente che non sono uno di quei tipi, che vuole ingurgitare cose forti. Sai, quelle schifezze rovinano il fisico.”
Resto in silenzio, per fargli capire che i convenevoli sono inutili:”Si, giusto. Passiamo a parlare del nostro problema.Greta ti ha detto la verità: Sara esce con uno di noi. Pero’ non c’e’ mai stato alcun problema, tra lei e questo ragazzo. Si frequentano già da un po’.”
Non riesco proprio a capire:” Scusami;ma allora cosa ci facciamo qui, io e Greta?”
Si vede dalla faccia, che e’ proprio in difficoltà:” Sai come sono le ragazze; Giuseppe. Si scambiano a vicenda le foto dei ragazzi. E Greta ha visto la foto di uno, che le piace.”
Sbatto in continuazione le palpebre, come un tic:” Scusa, fammi capire. Io l’ho accompagnata, per conoscere uno?”
Con molta titubanza, mi conferma la cosa:” Proprio cosi’. Aveva paura di fare il viaggio da sola, soprattutto al ritorno. E allora ti ha detto una bugia. Perché, se ti avesse detto la verità, tu non avresti mai accettato.”
Stringo i pugni per la rabbia:” Ma perché non si e’ fatta accompagnare da quel Johnny?”
L’imbarazzo regna sovrano:” perché avrebbe potuto rompere i coglioni. Quello e’ uno che le sta dietro da un po’. Greta non gli ha mai detto di no, ma neanche di si’. Lo lascia nel limbo.”
Guardo a terra, incredulo.Greta mi ha preso in giro, completamente.
Davide continua:” Non so neanche io il motivo, per cui lo tiene nel limbo. E chiederglielo, non servirebbe a nulla. Vedi anche tu, che la sincerità non è il suo forte.”
Senza tirare su lo sguardo, gli chiedo:” Ed ora?”
Davide prende fiato, prima di parlare:” Ora puoi anche tornare a casa. Non e’ il caso, che tu aspetti Greta. Dorme da sua sorella, e riparte domattina presto. Giuseppe; e’ veramente una situazione imbarazzante per tutti. Ti assicuro, che mi sono incazzato come una bestia, con entrambe. Io non voglio sputtanare il centro sociale, con queste bambinate qui.”
La mia risposta e’ molto semplice:” Certo che vado via, ma Greta viene con me.”

Torniamo a Francesco.
Tutti i presenti, nella stanza, mi guardano.Ritengo di essere dalla parte della ragione:" Ma sì; perché se no fanno queste domande?"
"E tu Francesco; non ti segheresti, se Gaia si mettesse a raccontare?" queste parole vengono pronunciate da Valentina.
Liquido l'argomento, con una frase perentoria:" Io non sono come loro."
Ma Gaia non la vede come me.Non vuole saperne di chiudere il discorso:"e come sei; Francesco?"
Questa sua presa di posizione mi spiazza; infatti mi affretto a dire:"Gaia; non mi sembra, di averti mai chiesto queste cose."
Almeno su questa cosa, Gaia non mi smentisce:" lo so. Però io non capisco una cosa . Tu esci con loro , e vedi tutto diversamente? Li stai criticando da inizio serata, eppure sono i tuoi migliori amici."
Su questo, Gaia non ha tutti i torti, ma non voglio dargliela vinta:" non è che vedo tutto diversamente da loro. Però sanno che tu", interrompendo il discorso. Già, non posso finire la frase.
Ma Gaia non mi lascia passare questa gaffe:" cosa; Francesco? Continua."
Sono troppo nervoso, per ragionare al meglio. E così cado in queste trappole, come una pera cotta.
Come se non bastasse, ad aumentare la tensione, ci pensa Giacomo:" Francesco; noi sappiamo, che Gaia esce con Mariano. "
Sono veramente deluso, dal comportamento tenuto dai miei amici:" quindi sarei un bugiardo ?"
Giacomo non e' più incerto come prima, nel rispondere; ora si sente molto sicuro di sé:" No, non ho detto questo. Ma puoi aver frainteso. "
Vorrei tanto reagire, ma non posso. Le due ragazze sono contro di me. Peggiorerei solamente la situazione.
Ovviamente deve intromettersi anche Valentina:" Francesco; tu non ti sei mai fatto seghe, pensando a Gaia ?"
Faccio un piccolo applauso, in segno di risposta:"Bravi; continuate pure coi vostri giochini ."
Gaia non arretra di un millimetro:" perché non le rispondi? Ti vergogni ?"
Non posso negare. Farei doppiamente la figura del pirla.Tutti sanno, che Gaia mi piace. In questo caso, essere sincero e' la cosa migliore:" si, mi sono segato qualche volta, pensando a te."
La perfidia di Valentina esce nuovamente allo scoperto:" Gaia in compagnia di?"
La trovo una domanda veramente stupida, e le rispondo per le rime:" io e lei, ovviamente. E chi, se no?"
Valentina non demorde proprio:"e ti è piaciuto?"
Questa volta, anche Gaia ritiene che Valentina sia andata sopra le righe:" Francesco ; non risponderle. Sono fatti tuoi. Io ho solamente voluto dimostrarti , che i tuoi amici non hanno fatto nulla di male. Han fatto domande sconce ? Si . Ma, con un'altra ragazza, le avresti fatte anche tu."
Qui devo darle pienamente ragione, e infatti le rispondo di si'.
La mia risposta viene apprezzata da Gaia :" Francesco; preferisco la sincerità, alle bugie."
Farle le scuse, e' la miglior cosa. Così il discorso può chiudersi, e Gaia riprende con quello precedente:"ora racconta Giacomo; poi andiamo a casa."
Un attimo. Mi affretto a chiederle:" ma prima dobbiamo parlare, hai detto."
Gaia conferma, quanto da me detto:" si, mi ricordo."
Giacomo si alza e in piedi ed inizia a gesticolare:"Signori e signore; ecco il mio racconto."
Le due ragazze lo applaudono, mentre gli altri due ridono. Giacomo riprende a parlare :" tutto inizia in un posto già citato: mamma banca. C'è una biondina, coi capelli a caschetto, ed è pure carina. Un po' rotondetta, con poche tette; ma chi se ne frega. Di viso, è carina."
Peccato che si è dimenticato di omettere un piccolo particolare :" L'eta'; Giacomo?"
Gaia si gira a guardarmi:" Francesco; tu sai già tutto. Vedo che vi raccontate le cose, tra di voi."
Lascio perdere, tanto non avrebbe senso incazzarmi.Le darei solamente una scusa, per non parlarmi dopo.
Purtroppo Valentina continua ad infierire su di me:"Ragazzi ; ma Francesco vi ha detto, che è successo qualcosa,tra lui e Gaia?"
Prima che i miei amici possano aprire bocca; è lei stessa, a chiarire:" non c' è stato mai nulla, tra me e Francesco."
Giacomo si mette a fare il buffone :" neanche un limone? Una limonata ? Un limoncello?"
Gaia si sforza di trattenere le risate , ma non ci riesce.Prova comunque a giustificarsi:"scusa, Francesco; ma i tuoi amici sono troppo forti."
Io la guardo, senza ribattere.Purtroppo non riesco a non cambiare l' espressione del viso, mettendo in mostra tutta la mia delusione.Ho i coglioni girati, e tanto pure.
Gaia allunga una mano,verso la mia guancia; accarezzandola:" Scusami, veramente. Non volevo essere maleducata."
Io non vedo l'ora che Giacomo finisca, per parlare con Gaia. Così mi limito a dire:" Giacomo; continua pure."
Gaia torna subito a guardarlo.Giacomo, sempre gesticolando, prosegue:" comunque, con questa ci rido e ci scherzo, da un po'. È sposata , eppure mi da corda. Così, tra una battuta e un' altra, le ho proposto di succhiarmi un dito. E lei l' ha fatto. In cassa. Non c'era nessun cliente in coda, ma il direttore o gli altri suoi colleghi ci avrebbero potuti beccare. Lei ha preso la mia mano, e ha iniziato a leccarmi l' indice. Ha passato la sua lingua, tutta attorno al dito. Poi lo ha avvolto con la bocca e, sempre tenendomi la mano; ha iniziato a succhiarmi il dito. È sposata, eppure è una super porcona. Dopo circa un minuto, ha lasciato il mio dito. Era pieno di saliva. Le ho chiesto di darmi un foglio di carta, e mi sono asciugato. Poi l'ho appallottolato, e glielo ho tirato in faccia. Lei si è messa a ridere, come una perfetta troia. Una maiala simile, chissà dove l' avranno trovata. Sicuramente ha succhiato più cazzi dei dirigenti, che le dita dei clienti. Fa anche rima."
Gaia e Valentina si guardano, ridendo come due oche. Purtroppo lo show di Giacomo non è ancora terminato:" in questi giorni, tornando in banca, ho sempre trovato gente, in cassa. Ho provato ad aspettarla fuori dalla filiale, ma era sempre di corsa. Deve passare a recuperare i figli a scuola. Sia in pausa pranzo, che dopo il lavoro. Cosicché non sono ancora riuscito a portarla, al passo successivo."
Gaia lo supplica:"Aspetta; non dirlo. Voglio provare ad indovinare. Un bacio?"
Giacomo prende la bottiglia d' acqua , e ne rovescia un po' a terra:"acqua."
Nuovamente tutti ridono, come degli idioti. Solamente io non mi sto divertendo. Gaia si alza in piedi, e si mette ripetutamente a saltare:"un abbraccio?"
Giacomo rovescia tutta la bottiglia per terra:" tentativi finiti", di fronte alle risate generali.
"ora ce lo devi dire" rimbomba la voce di Gaia, nella stanza.
Giacomo si mette il dito in bocca, togliendolo poco dopo :" mi deve leccare un dito, pieno di sborra, in cassa."
Gaia sembra scandalizzata:"cosa?"
Ma Giacomo le conferma, quanto detto:" hai capito benissimo."
Probabilmente imbarazzata e confusa; Gaia torna a guardare Valentina, che cerca quasi di giustificarlo:" Gaia; i maschi sono tutti porci. Non lo scopri ora."
Gaia sembra comunque estranea a queste cose.Quindi non capisco perché le abbia volute sapere, a tutti i costi.Lei è diversa dalle altre ragazze.Se no, me l' ero già trombata. Voglio smontare quel falso amico; se lo merita proprio:" Io credo, che siano più falsi impegni. Se ad una piaci, manda la baby sitter, o il marito; a prendere i figli. O un modo, comunque lo trova. Una che se ne e' fregata, del rischio di venire beccata; ti avrebbe già rivisto. Secondo me, a casa ci ha pensato su; e ha capito, che sei solamente un coglione."
In soccorso di Giacomo, arriva Valentina:" oppure lo vuole tenere sulle spine, e ci sta ancora pensando."
Gaia guarda l'orologio:" Ora dobbiamo andare, e' tardi. Domani abbiamo l'università"
Anche io guardo l'orologio del cellulare, e convengo con lei:" Hai ragione, e' meglio se andiamo. Io e te, Gaia; dobbiamo ancora parlare." Io mi alzo in piedi, contento per la fine del mio supplizio:"Mentre ti accompagno a casa, parliamo."
Mi accorgo, che le due ragazze sono ancora sedute. Si sono scambiate uno sguardo, senza proferire parola. Sembra che debbano dire qualcosa, ma non hanno il coraggio. Spero vivamente di sbagliarmi. Purtroppo, ho visto ancora giusto.Non potevo certo immaginare, che il mio supplizio non fosse ancora terminato.
Finalmente Gaia riesce a trovare il coraggio:" Francesco; mi passa a prendere Mariano. Ero già d'accordo con lui. A quest'ora, fuori, fa freddo."
Una simile pugnalata, non me la sarei mai aspettata. Forse, per la prima volta, non riuscirò a trattenere le lacrime. Ho solamente la forza di chiederle:" Gaia; questo lo capisco. Ma se ti eri già accordata, perché non abbiamo parlato prima? Non era questione di vita o di morte, sentire quelle cazzate."
Spero che Gaia capisca almeno di aver sbagliato ma, ancora una volta, ricevo un'altra pugnalata:" Francesco; mi stavo divertendo. Possiamo parlare tranquillamente domani, all'università. Tanto non è questione di vita o di morte."
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